Reggio Calabria
 

Il Vescovo di Locri ammonisce: "No uso strumentale simboli religiosi, Santuario di Polsi è luogo spirituale"

polsi santuarioStilettate sia a Matteo Salini che a Nicola Morra. Sono quelle lanciate da monsignor Francesco Oliva, Vescovo di Locri-Gerace, che richiama in una lettera l'attenzione dei fedeli "sull'uso strumentale delle immagini e dei simboli religiosi" e ribadisce come "il Santuario di Polsi e' e vuole essere solo un luogo di spiritualita'".

"Di pessimo gusto e' il frequente ricorso all'ostentazione dei simboli religiosi per usi impropri - scrive - ancor piu' fuori luogo e' farlo in una sede qualificata per la sua laicita' qual e' il Parlamento. Il simbolo religioso parla solo a chi lo usa con fede. Attraverso il rosario il vero devoto incrocia il volto di Maria meditando la vita del suo Figlio. Parimenti il vero politico sa di non trovare protezione mostrando un simbolo religioso per altri fini che non sono quelli propri di chi ha fede. E' vero che spesso i mafiosi hanno fatto uso della simbologia religiosa, ma questo non aveva e non ha alcun valore religioso. La loro ostentazione di immagini o simboli religiosi era un gesto sacrilego. E' sacrilego usare per fini impropri la simbologia religiosa. La vera religione non si concilia col crimine ed il malaffare".

Il Santuario della Madonna di Polsi per il vescovo calabrese, come riporta l'Agi, "non puo' essere accostato alla 'ndrangheta e quando uomini di 'ndrangheta sono andati li' con altri intenti, non certo per pregare, hanno tradito e rinnegato la fede ricevuta da piccoli. La loro presenza al Santuario non aveva alcun significato di devozione mariana. La Madonna e' la madre che non plaude ai figli che scelgono la via del delinquere, ma soffre per loro ed indica la strada del ravvedimento. Continuare ad associare il Santuario della Madonna di Polsi alla 'ndrangheta non solo non e' corretto, ma e' poco rispettoso per chi lavora quotidianamente per ridare ad esso la sua vera identita' di luogo di preghiera. E' da tempo che ci si sta operando per liberare questo luogo da ogni accostamento alla 'ndrangheta. Il Santuario di Polsi intende per sempre rinnegare la 'ndrangheta e qualunque forma di criminalita'. Vuole essere solo luogo di spiritualita'". Il pellegrinaggio settembrino e' "per implorare espiazione e perdono per i misfatti commessi dalle mafie e il sangue innocente versato. Come anche per i sequestri di persona che hanno oltraggiato la dignita' della vita umana e la bellezza del nostro territorio aspromontano. Ostentare i simboli religiosi in modo improprio e strumentale e' segno di debolezza. Il politico che cerca protezione e successo facendo appello alla protezione celeste ostenta un senso di superstizione che non ha nulla a che vedere con la vera religiosita'. Trattandosi di simboli essi valgono per quanto significano non per quello che appaiono. Senza la fede il simbolo religioso scade a livello di un amuleto o oggetto privo di valore. Offende il comune senso religioso del nostro popolo usare i simboli religiosi per propaganda politica preelettorale. Chi crede, il rosario lo prega non lo mostra. Gesu' dice: 'Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompensera''. Tra le tante citazioni bibliche nel dibattito parlamentare di ieri e' mancata questa. La verita' e' che in un clima di superficiale polemica tutto sembra lecito: parlare, sparlare, imprecare, ostentare volantini, sospettare, aggredire verbalmente. Questo abbassa il livello etico della nostra societa' E di questo tutti dovremmo preoccuparci, compresi coloro che amministrano la citta' e dai quali ci si attenderebbe un comportamento coerente e rispettoso. Quando cio' non accade la gente comune si astiene dal voto. Lo Stato laico non puo' e non deve tollerare certe esuberanze ed una retorica che non aiuta la riflessione e la crescita umana e civile".