Reggio Calabria
 

Concorso agli Ospedali Riuniti. Le motivazioni: “Indebita ingerenza di Naccari su istigazione della moglie Falcomatà, beneficiaria del reato”

naccaridemetrio 500di Claudio Cordova - "I coniugi Naccari erano portatori di un interesse forte e cioè avere la garanzia della vittoria del concorso come Dirigente medico di primo livello, per far ciò l'imputato Naccari aveva pensato di costruire un'intera commissione compiacente; che senso avrebbe avuto consentire al De Caridi di scegliere un commissario d'esame?, nessuno. Appare, quindi, più logico ritenere che anche nella procedura di selezione del dott. Schirripa il Naccari abbia voluto "prendersi tutto" e, quindi, interferire anche nella procedura di selezione del componente di nomina aziendale. Sicchè, vi è certamente stato un contatto telefonico tra il Naccari ed un soggetto non meglio identificato – atteso che sul punto non appare provato il coinvolgimento del Vazzana – e sono proprio le parole del Mannino che dimostrano come questi sapesse che la commissione ha simulato il sorteggio del commissario di nomina aziendale".

E' solo uno dei passaggi delle motivazioni con cui il Tribunale di Reggio Calabria spiega le ragioni con cui, alla fine del 2018, sono stati inflitti 3 anni di reclusione e 5 anni di interdizione dai pubblici uffici per l'ex l'ex sindaco facente funzioni di Reggio Calabria ed ex assessore regionale al Bilancio, Demetrio Naccari Carlizzi. Il Tribunale di Reggio Calabria lo ha condannato, nell'ambito del processo per le presunte irregolarità nel concorso per l'assegnazione del posto di dirigente medico presso il reparto di dermatologia degli Ospedali Riuniti. Alcuni mesi fa, arrivò la prescrizione per la moglie di Naccari, Valeria Falcomatà. Il Tribunale di Reggio Calabria aveva inoltre condannato, Igino Postorino, Giuseppe Crisalli e Giuseppa Caserta a 2 anni ciascuno (pena sospesa). Assoluzione, invece, per Domenico Mannino, Paolo Vazzana e Antonino Bonura.

Il Tribunale presieduto da Domenico Armaleo aveva quindi avvalorato l'impianto accusatorio portato avanti dal procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Gaetano Paci, che nel corso del dibattimento e poi della propria requisitoria, ha cercato di far emergere lo spaccato assai intricato riguardante il modo di intendere la Cosa Pubblica da parte di chi occupa postazioni di potere. Il Tribunale ha quindi considerato falsato il concorso, ma, riqualificando il fatto in abuso d'ufficio ha dovuto dichiarare la prescrizione per la Falcomatà. La commissione, infatti, è stata condannata a due anni di reclusione: la sentenza ha inoltre dichiarato la falsità del verbale di nomina della commissione giudicatrice che ha sancito la vittoria del concorso di Valeria Falcomatà.

Un concorso che sarebbe stato fatto su misura affinché a vincerlo fosse Valeria Falcomatà, moglie di Naccari, nonché sorella dell'attuale sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà. Un caso che scoppierà dopo la denuncia della dottoressa Maria Carmela Arcidiaco, convinta di aver subito l'alterazione del concorso pubblico per dirigente medico di primo livello che sarebbe dovuto andare – secondo quanto denunciato dalla dottoressa Arcidiaco e secondo la Procura – ad appannaggio di Valeria Falcomatà. Secondo l'accusa, infatti, sarebbe stata creata una commissione giudicatrice compiacente, proprio per favorire i coniugi Naccari-Falcomatà, rispettivamente cognato e sorella del sindaco Giuseppe Falcomatà, propostosi all'opinione pubblica come homo novus della scena politica reggina: "Allo stesso tempo non è un caso, a parere del Collegio, che il materiale utilizzato per l'asserito sorteggio che ha condotto alla selezione del dott. Schirripa, non sia stato rinvenuto dalla PG in sede di perquisizione e che, solo successivamente ed a seguito di insistenti richieste da parte della PG medesima sia stata consegnata agli inquirenti una busta bianca priva di sigillatura e senza le controfirme dei componenti (Postorino, Crisalli, Caserta) su tutti i lembi di chiusura. Lo stesso dicasi per gli undici fogliettini ivi custoditi anch'essi privi di controfirme".

Secondo il Tribunale, è credibile il racconto fornito dalla dottoressa Arcidiaco, essendo esso, peraltro, corroborato da numerose registrazioni effettuate dalla stessa_ "Ora, le risultanze dell'attività istruttoria consegnano al Collegio alcuni dati certi è necessario, innanzitutto, ricordare che il Naccari nel periodo d'imputazione ricopriva la carica di Assessore al Bilancio per la Regione Calabria. Questi seguiva molto da vicino l'evolversi della procedura concorsuale per Dirigente medico di primo livello presso l'A.O. B.M.M., ciò a parere del Collegio è comprovato oltre che da motivi di carattere logico – il coniuge dello stesso anelava la vittoria del concorso – anche da alcuni dati: uno di carattere documentale, ci si riferisce in particolare alla deliberazione di Giunta Regionale nr.544 datata 07.08.2009 (partecipata dal Naccari n.q.) con la quale veniva autorizzata l'Azienda Sanitaria a procedere ad ulteriori assunzioni, tra cui un posto di dirigente medico di I° livello in aggiunta a quello autorizzato in precedenza. Orbene, da questo insieme di dati, a parere del Collegio, può ritenersi provato che l'imputato Naccari presenziando presso la sede della Regione Calabria nella veste di Assessore Regionale al Bilancio, sia entrato in contatto con il Guerzoni ed abbia così ottenuto la nomina del dott. Valenti".

A parere del Collegio, anche dagli esiti delle attività di intercettazione emerge come l'atteggiamento assunto dai funzionari apicali della regione sia stato orientato dalla combinazione di più fattori, tutti interni ai medesimi soggetti, costituiti da debolezza caratteriale, desiderio di non sfigurare, timore autoindotto, convinzione di agire nel lecito: "Le condotte di Naccari e della moglie sono state certamente improprie e scorrette ma, date le modalità esecutive e la dinamica che le contraddistinsero, non si sono tradotte in ulteriori comportamenti positivi orientati a suggestionare, persuadere o convincere gli interlocutori, così non assumendo mai i connotati dell'abuso induttivo".

Però, c'è un grande però.

"Ciò non toglie che la specifica qualifica soggettiva del Naccari, da un lato, e dei funzionari Guerzoni e Falvo, dall'altro, non esime il Tribunale dal considerare che la condotta del primo in concorso con la moglie, una volta esclusane la valenza induttiva, abbia comunque influenzato gli altri, anche loro pp.uu., a porre in essere comportamenti in violazione dei propri doveri funzionali" scrive ancora il Collegio.

Il concetto è chiarito subito dopo: "Dalle risultanze probatorie e dagli esiti dell'attività intercettiva emerge fin troppo chiaramente un'indebita ingerenza del Naccari – su istigazione della beneficiaria del reato, la dott.ssa Falcomatà – nella selezione regionale del componente la commissione giudicatrice del concorso. Si è già detto come l'agire sinergico degli imputati abbia innanzitutto preso le mosse dal coinvolgimento del dott. Chimenti, che ha suggerito il nome di Valenti quale membro "su cui contare". Allo stesso tempo si è visto che il Dipartimento Salute della Regione Calabria, nelle persone dei funzionari Falvo e Guerzoni, nell'esercizio delle loro funzioni, abbiano controfrimato ed inviato all'A.O. B.M.M. una mera nota in cui, guarda caso, veniva individuato il Valenti come componente senza alcuna preventiva istruttoria nonostante l'espressa prescrizione di legge o comunque senza redigere alcun documento da cui desumere come si sia addivenuti alla scelta del Valenti".

Ancora, dalle conversazioni captate e più volte richiamate la dott.ssa Falvo chiarisce che le nomine "... le faceva lui con l'assessore ...", così facendo palese riferimento al duo Naccari-Guerzoni. E il Collegio aggiunge: "Non è, poi, revocabile in dubbio che i coniugi Naccari, da un lato, ed i funzionari regionali, dall'altro, fossero pienamente consapevoli delle rispettive qualifiche soggettive e che, inoltre, le condotte poste in essere dai dott.ri Falvo e Guerzoni siano state animate dal dolo, intenzionale, di arrecare un ingiusto vantaggio alla dott.ssa Falcomatà: un commissario compiacente che le potesse garantire, per come verificatosi, la vittoria del concorso per Dirigente medico di primo livello".

Per il Collegio, infine, quella dei coniugi Naccari-Falcomatà sarebbe una condotta abusiva "in concorso con i pubblici ufficiali componenti della commissione per il sorteggio del commissario di nomina aziendale, finalisticamente orientata a garantire un indebito vantaggio alla dott.ssa Falcomatà. Va da sé che gli "artefici" della condotta sin qui analizzata fossero tutti consapevoli delle proprie rispettive qualifiche soggettive, e che abbiano agito al fine di arrecare un ingiusto vantaggio alla dott.ssa Falcomatà: un secondo commissario compiacente che le potesse garantire, per come verificatosi, la vittoria del concorso per Dirigente medico di primo livello".