Reggio Calabria
 

Migranti, Medu: “Nella piana Gioia Tauro degrado è peggiorato”

"A 6 anni dall'avvio dell'intervento di Medici per i Diritti Umani (Medu) nella Piana di Gioia Tauro e a 4 dal primo rapporto Terraingiusta, e' necessario constatare con indignazione che la terra ingiusta di allora, non solo ha mantenuto intatti, o addirittura ha visto deteriorarsi, i tratti di sfruttamento, abbandono, degrado e disperazione, ma si e' anche trasformata in una terra bruciata, dove in poco piu' di un anno, in una sorta di lenta strage, quattro persone sono morte carbonizzate in tragici quanto evitabili incendi di baracche di fortuna o tende ministeriali". A sostenerlo, in una nota, sono gli stessi medici di Medu che oggi, a San Ferdinando, hanno presentato "Terraingiusta. Quinto rapporto sulle condizioni di vita e di lavoro dei braccianti stranieri nella piana di Gioia Tauro". Sfruttamento lavorativo, condizioni igienico-sanitarie estremamente precarie, degrado e illegalita' diffuse, ostacoli nell'accesso ai servizi e alle cure, e' stato riferito, "restano gli aspetti distintivi della vita in uno di ghetti piu' grandi d'Europa, dove oltre 2000 migranti giungono ogni anno nella stagione di raccolta degli agrumi in cerca di un'occupazione o di un riparo". Dei 438 migranti a cui la clinica mobile di Medu e gli operatori legali di "A Buon Diritto" hanno prestato assistenza sanitaria e fornito orientamento socio-legale nell'ultima stagione agrumicola, "il 93% era titolare di un regolare permesso di soggiorno, ma solo la meta' delle persone intervistate aveva lavorato negli ultimi tre mesi e di queste solo il 60% aveva un contratto di lavoro, nella maggior parte dei casi di breve durata". Il "lavoro grigio", caratterizzato da irregolarita' nelle buste paga, nella denuncia delle giornate lavorative e da violazioni delle norme sulle condizioni di lavoro, "resta la norma". "Meno della meta' dei pazienti con regolare permesso di soggiorno - prosegue la nota - risultava iscritto al Servizio sanitario nazionale, in un contesto in cui le pessime condizioni di vita hanno contribuito a rendere ancor piu' precarie le condizioni di benessere psico-fisico della popolazione". "Un quadro drammatico", a giudizio di Medu, "rimasto colpevolmente immutato per troppi anni e reso quest'anno ancor piu' desolante dalle morti, dagli sgomberi senza alcuna alternativa sostenibile e dignitosa, dalla crisi sempre piu' marcata del settore agrumicolo e dal rischio di un aumento di irregolarita' e marginalita' in seguito all'emanazione del Decreto Sicurezza e Immigrazione. L'ultimo sgombero, avvenuto il 6 marzo senza un'adeguata pianificazione e senza un piano alternativo credibile, si e' concluso con l'ennesimo trasferimento in una tendopoli di poche centinaia di persone. Le altre si sono allontanate autonomamente nei giorni precedenti".