“Situazione debitoria del Corap investe gravemente anche diverse realtà agricole regionali”

"Soluzioni che intendano salvaguardare il patrimonio umano ed immobiliare dell'ente, non possono prescindere dalla previsione di un apposito strumento da porre a garanzia del pagamento integrale delle indennità di espropriazione, dalle quali dipende il futuro di decine di attività agricole regionali e di centinaia di posti di lavoro nel settore.

L'ormai nota situazione debitoria in cui versa il CORAP (Consorzio regionale per le attività produttive), non manca di investire gravemente anche diverse realtà agricole regionali.

Il CORAP, nato dalla fusione delle 5 ASI calabresi, ha raccolto, unitamente ai debiti delle predette, anche un ingente patrimonio immobiliare, contabilizzato in 400 milioni di euro, ma con un valore di mercato che parrebbe raggiungere il miliardo di euro.

Nelle discussioni di questi giorni, in merito alle possibili soluzioni adottabili per poter salvaguardare i lavoratori dell'ente unitamente al suo patrimonio, utile e necessari per la prosecuzione della sua mission, viene purtroppo omesso totalmente il dato relativo ad una particolare categoria di creditori, ossia gli agricoltori espropriati e non ancora indennizzati.

CIA, Confagricoltura e Copagri Calabria, fanno presente come, tra i debiti dell'ente, vi siano le indennità di espropriazione non ancora versate. Queste indennità spettanti agli agricoltori in ragione della privazione dei loro terreni, costituiscono in realtà crediti di particolare rilievo, poiché sorti in conseguenza dell'esercizio di una potestà pubblica, concretizzatasi nell'espropriazione" forzata" per pubblica utilità delle proprie aziende.

Ci si riferisce ad espropri iniziati nel 2001 e proseguiti fino al 2007, per i quali le Corti nazionali hanno stabilito i giusti indennizzi solo di recente, dopo quasi 19 anni di attesa, ed alcuni dei quali ancora pendenti in Cassazione ed ormai in via di definizione.

Solo con riferimento all'area industriale di Corigliano Rossano sono maturate ed esigibili, con sentenza ormai definitiva, indennità per circa 1,5 milioni di euro, più altri 6 milioni circa già quantificati dai giudici di merito ed in attesa di conferma dalla Suprema Corte di Cassazione. Il tutto con un sacrificio di decine di famiglie private delle loro aziende ed in attesa di ristoro.

Al danno evidente relativo alla sottrazione del proprio patrimonio in assenza del pagamento di un'indennità, si aggiunge l'impossibilità per queste aziende agricole di poter proseguire la loro attività, essendo state costrette a ridimensionare produttività e forza lavoro in assenza del ristoro loro spettante per legge e garantito dalla Costituzione (art. 42) e dalla Carta Europea dei Diritti dell'Uomo (art 1, prot. add. 1).

Le indennità di cui sopra non costituiscono crediti di natura privatistica derivanti da contratto, ma, come sopra evidenziato, costituiscono il giusto valore del sacrificio imposto agli agricoltori privati dei loro terreni, il che trae appunto origine dall'esercizio di una potestà amministrativa delegata dallo stato all'ente regionale, il quale l'ha esercitata tramite il suo ente strumentale (ex ASI ora CORAP). E proprio in considerazione di questa loro natura non possono essere soddisfatti solo parzialmente con un riscorso a strumenti transattivi tipici dei crediti da forniture per le aziende in crisi.

Sono ben note a tutti le difficoltà che le aziende agricole calabresi devono affrontare in un contesto globale particolarmente competitivo ed in continuo mutamento, e ad esse è dovuto ogni necessario supporto, e non di certo un disinteresse istituzionale.

In virtù di quanto sopra risulta necessario sollecitare e fare presente all'Assemblea Regionale ed alla Giunta, ed in particolare al Presidente Oliverio, che eventuali soluzioni che intendano salvaguardare il patrimonio umano ed immobiliare dell'ente, non possono prescindere dalla previsione di un apposito strumento da porre a garanzia del pagamento integrale delle predette indennità di espropriazione, dalle quali dipende il futuro di decine di attività agricole regionali e di centinaia di posti di lavoro nel settore.

Le sottoscritte organizzazioni agricole si impegnano a vigilare affinché venga tutelato il diritto degli agricoltori espropriati e sono pronte, in mancanza, ad intraprendere ogni possibile azione giudiziaria e sindacale a loro tutela". Lo affermano attraverso una nota CIA-Agricoltori Italiani Calabria, Confagricoltura Calabria e Copagri Calabria.