Reggio Calabria
 

Salvini non fa il pieno a Reggio Calabria, 'prenota' il candidato sindaco e sfida Pd-M5S: “Se vinciamo in Calabria e in Emilia-Romagna il governo va a casa”

salvini a reggiodi Walter Alberio - A Forza Italia il candidato alla presidenza della Regione, alla Lega l'aspirante sindaco del Comune di Reggio Calabria. "Ci conto" ha detto Matteo Salvini nella città in riva allo Stretto, al termine del tour calabrese che lo ha portato stamattina e nel corso della giornata a Catanzaro e a Vibo Valentia per inaugurare nuove sedi leghiste.

L'appuntamento elettorale imminente, però, è quello delle Regionali e il centrodestra ancora non ha espresso, a 45 giorni dal voto, il proprio candidato governatore, che sarà indicato da Forza Italia. Il nome verrà fuori, "se non oggi, domani" ha chiosato l'ex ministro dell'Interno in un auditorium Calipari di Palazzo Campanella non gremitissimo come forse si aspettavano i leghisti. In platea, tanti volti conosciuti della politica reggina: dagli ex scopellitiani come Tilde Minasi e l'ex assessore della giunta Arena, Pasquale Morisani, ai leghisti dell'ultima ora, come Emiliano Imbalzano, protagonista del balzo dai banchi della maggioranza targata Falcomatà a quelli dell'opposizione, sotto il simbolo di Alberto da Giussano. E ancora: il consigliere comunale reggino Pino d'Ascoli, Roy Biasi, il sindaco decaduto di Riace, Antonio Trifoli, e il deputato azzurro Francesco Cannizzaro.

"Questo sarà un voto dei calabresi per i calabresi. Nelle prossime ore chi di dovere – ha detto Salvini, al fianco del commissario della Lega calabrese Cristian Invernizzi - indicherà il candidato alla presidenza della Regione del centrodestra. In ogni caso, c'è già una certezza: manderemo la sinistra a casa e se ciò accadrà qualcuno – ha proseguito il segretario della Lega alludendo alla compagine di governo – qualcuno dovrà fare le valigie. Il Movimento Cinque stelle ha preso il 50% qui e cosa ha fatto per la Calabria? Nulla".

Il candidato, tuttavia, ancora non c'è. Sancita, con il vertice di Arcore, l'esclusione del sindaco di Cosenza Mario Occhiuto (dopo settimane di veleni e scontri in Calabria tra il Carroccio e Forza Italia), l'unico nome che è filtrato è quello di Jole Santelli, ex vice dello stesso Occhiuto e deputata azzurra.

Salvini, da ex ministro dell'Interno, ha iniziato il suo intervento esprimendo soddisfazione per gli arresti odierni, indicando la 'ndrangheta come il "primo nemico della Calabria", la 'ndrangheta "è merda", ha rimarcato. Poi, il leader della Lega si è soffermato sui temi della sanità ("Le liste d'attesa in Calabria sono una vergogna a cielo aperto"), delle infrastrutture e dei trasporti (dalla strada statale 106 "che è tra le più pericolose d'Europa" ai porti da "valorizzare e rilanciare").

"Porti aperti per i turisti, però, e non per gli scafisti" ci tiene a precisare il leader leghista, che mette in fila una serie di considerazioni sui migranti e sulle migrazioni, passando dalle critiche al "Modello Riace" alla situazione delle tendopoli nella piana di Gioia Tauro: "Nel 2019 le baracche a San Ferdinando non sono degne di un paese civile. Questa non è solidarietà, ma è business". Poi, di nuovo, la ricetta contro la 'fuga' dei giovani calabresi: "Stiamo lavorando ad un progetto in Calabria per fare ritornare 4 milioni di ragazzi. Li aiuteremo con contributi, con case, con terreni come succede in altre realtà italiane nel mondo. Questa è l'immigrazione che ci piace, non quella dei barconi. Sono indagato per sequestro per aver bloccato una nave di migranti. Bene, quando tornerò al governo – ha aggiunto – farò la stessa identica cosa".

Per Salvini, però, non sono tutti applausi al ritmo di "prima gli italiani". Fuori da palazzo Campanella le 'sardine' calabresi, diverse decine di persone, si sono riunite per un flash-mob antisovranista, intonando "Bella Ciao". Dentro al Palazzo, invece, la contestazione solitaria ma decisa di una ragazza, che ha espresso il suo disappunto verso le idee leghiste. Travolta dagli insulti e dai fischi degli aficionados salviniani, è stata 'scortata' fuori dall'auditorium.

"Il Sud mi ha dato la possibilità di lavorare qui come artista e, come artista, io sono tornata a Riace, che è stato un paese in grado di proiettare le speranze di noi giovani che ce ne siamo andati. Oliverio? Non c'entro niente, io sono marchigiana" ha detto.

L'incontro termina con la consueta sfilata di selfie, accompagnata dalle hit rigorosamente italiane, e con la speranza (per Salvini) di un sindaco reggino leghista: "Io ci conto".