Reggio Calabria
 

Reggio. Eroi: “Democrazia e elezioni, in Calabria i 5 Stelle si estingueranno”

"Tutti gli esseri viventi puntano alla conservazione della propria specie evolvendosi e adeguandosi, la teoria evoluzionistica di Darwin lo insegna e le recenti scoperte ci fanno capire che chi si adegua ai cambiamenti e resiste, continua a vivere. Una specie di esseri umani invece, o per puro masochismo, oppure per consegnare il Paese all'oligarchia dei poteri forti, continua a castrarsi e autoeliminarsi. Ebbene questa categoria è quella dei cosiddetti "Politici". Tra questi, tanti hanno vinto un posto al Senato della Repubblica o alla Camera dei Deputati giocando sui social network e su una piattaforma internet". Lo scrive Antonio Eroi, Osservatore OSCE per la Democrazia.

"Gente incompetente che non ha mai gestito neppure un condominio. Lo dimostrerà il fatto che in meno di due anni, dei 18 eletti in Calabria del "Partito" dei 5 Stelle alle scorse elezioni, non ne resterà nessuno, qualunque sarà il sistema elettorale. I politici che dovevano diffondere la democrazia contro la Casta, con l'impegno a non ricandidarsi per dare spazio a tutti, hanno eliminato la rappresentanza politica di quelle regioni, come la Calabria, dove vi sono pochi elettori e pochissimi rappresentanti eletti. In realtà già dal 2010 si è assistito ad un continuo e incessante logorio della rappresentanza elettorale e dell'impossibilità per i cittadini "poveri e onesti" di fare politica. Dapprima sono state eliminate le circoscrizioni di decentramento comunale, poi le province con il riciclo degli eletti nei vari comuni, poi si è tentato di eliminare il Senato, ma chi lo ha proposto è ancora senatore, infine il taglio dei deputati e senatori con grave danno alla democrazia per l'innegabile mancanza di rappresentanza di idee politiche e dei territori.
Per giustificare questo taglio è assolutamente inutile guardare all'estero e ai sistemi anglosassoni, noi contrariamente a loro non abbiamo, per fortuna, regine o re, noi avevamo la storia dell'organizzazione dell'Impero Romano e della grande Democrazia greca, dove tutti, a turno, erano chiamati a rappresentare il popolo da ogni demo: sia cittadino, che montano, per far governavare sia i ricchi che i poveri.
I commentatori, i giornalisti e gli osservatori della democrazia, avevano evidenziato da tempo dove sono i veri sprechi, ossia nelle aule dei consigli regionali. Ancora oggi i bilanci regionali sono spolpati da personaggi senza scrupoli. Eppure nessuno sembra interessarsene, alcuni deputati regionali hanno indennità superiori ai parlamentari, la sanità produce buchi in bilancio e malfunzionamenti gravissimi, le risorse comunitarie non vengono utilizzate o sono distratte per usi privati, addirittura non esiste nelle regioni un sistema elettorale che garantisca la rappresentatività di genere, come nel caso della nostra regione ormai ultima in tutte le classifiche. Queste circostanze sono motivo di grande preoccupazione per la democrazia in Italia e soprattutto in Calabria. Mi sono accinto, pertanto, a scrivere una lettera al Coniglio d'Europa, dove sono stato rappresentante italiano per cinque anni, per segnalare l'ennesima violazione della Carta Europea della Democrazia Locale, che è stata ratificata dall'Italia e in trentun anni di vita è stata violata in maniera metodica da una rappresentanza politica indegna di tale nome. Capisco che il populismo, la demagogia e le fake news fanno breccia in un popolo di inernauti, perché, nella cosiddetta democrazia digitale, non esistono più i veri valori e il commento dell'ultimo ignorante (o di un profilo doppio o falso) equivale a quello del più grande scienziato, ma sinceramente amministrare e governare una nazione come l'Italia non può essere una lotta di like.
Ritengo che i poteri forti, le mafie, le lobby e le banche abbiano tutto l'interesse ad avere pochi e "fidati" politici da foraggiare, per questo ho sempre lottato per la pluralità, la rappresentanza, e la forza delle istituzioni democratiche elettive. Noi cittadini siamo stati spogliati della nostra forza perché non abbiamo più la possibilità di scegliere i nostri rappresentanti, come nel caso della Città Metropolitana e delle province, e quando li votiamo rischiamo seriamente che non ci potranno rappresentare per il taglio della Democrazia. Invito tutti a leggere quanto dicevo nell'ormai lontano 2016, ovvero che il taglio della democrazia delle provincie avrebbe portato solo a disservizi e non avrebbe comportato risparmi, ebbene sono stato facile profeta. Negli anni che ho trascorso a fare l'osservatore dell'OSCE per la democrazia ho sempre ammirato la Spagna, sin dalla rivolta vittoriosa per il taglio della rappresentanza ai piccoli comuni, a maggior ragione oggi per la vile condanna giudiziaria a quei Politici con gli attributi, che volevano garantire i propri cittadini. Purtroppo, anche in Spagna hanno un re, e probabilmente una delle prossime soluzioni dei nostri politici a 5 stelle, potrebbe essere incoronare qualcuno sulla piattaforma Rosseau".