Omicidio Vangeli, Gratteri: "Fine atroce, chiuso in sacco ancora vivo. Alla madre abbiamo chiesto fiducia"

gratterinicola26magE' stato il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri a svelare uno dei particolari agghiaccianti riguardanti l'omicidio di Francesco Vangeli, il 26enne di Scaliti di Filandari (Vv) scomparso il 9 ottobre dello scorso anno, ucciso, il cui corpo non è mai stato ritrovato.

Il giovane, infatti, sarebbe stato prima colpito a colpi di fucile, poi rinchiuso ancora vivo dentro un sacco di plastica e gettato nel fiume Mesima, ove sarebbe morto dopo una agonia di qualche minuto.

Per il delitto è stato arrestato Antonio Prostamo, 30 anni, di San Giovanni di Mileto (Vv), ritenuto l'esecutore dell'omicidio.

"C'era il concreto pericolo di fuga dell'indagato, da qui la necessita' di intervenire con questa tempistica. Si tratta - ha dichiarato Gratteri - di un'indagine completa, rafforzata da solidi elementi probatori. La madre della vittima e' venuta piu' volte in Procura e dai Carabinieri, a lei abbiamo sempre detto di avere pazienza e fiducia nel nostro operato".

"Un fatto molto brutto. "Abbiamo lavorato - ha aggiunto - in modo sistematico incessante a scoprire l'omicidio. Ci sono voluti tempo e pazienza ma abbiamo raggiunto un livello probatorio altissimo. Siamo stati costretti ad emettere il fermo di indiziato di delitto per via di un concreto pericolo di fuga dell'indagato". Per Gratteri"Francesco Vangeli e' stato ucciso per motivi abbietti e futili, in modo atroce. Non e' morto subito ma e' stato chiuso, agonizzante, in un sacco e buttato nel fiume. Alla gente continuo a dire di avere fiducia nelle forze dell'ordine, nella Dda. La mamma della vittima piu' volte e' venuta a trovarci in Procura e le abbiamo sempre detto di avere fiducia che avremmo trovato chi ha ucciso il figlio. Dopo mesi di investigazioni lunghe ed articolate ci siamo riusciti, ed adesso abbiamo ma un quadro articolato solido".(