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Pianeta Terra, ultima chiamata per tutti e per ognuno

thunbergdi Nino Mallamaci* -  Gli ultimi cinque sono stati gli anni più caldi da quando si hanno rilevazioni certe. Sui monti si celebrano i funerali dei ghiacciai non più perenni. In Groenlandia si scattano foto nelle quali sono immortalate slitte tirate da cani immersi nell'acqua, dove prima c'erano neve e ghiaccio. In Siberia divampano incendi che riducono in cenere migliaia di ettari di foreste vergini.

Così come in Amazzonia e in Africa, con la differenza che le temperature della Siberia dovrebbero essere, in condizioni normali, molto diverse dalle altre due zone del pianeta e tali da scongiurare lo scempio. E dalle nostre parti? Gli studiosi indicano l'area dell'Europa che si affaccia sul Mediterraneo quella non a rischio ma a certezza di desertificazione nel giro di pochi decenni. Basta peraltro osservare le colline poste a nord e a sud della città di Reggio, e in quasi tutta la provincia sulla Jonica e sulla Tirrenica, per verificare ictu oculi come la maggior parte di esse siano ridotte a potenziali campi da golf (senza erba in estate, e pendenze permettendo), lisce come piste da bowling.

Guardando dei vecchi filmati del mio paese - Motta San Giovanni - risalenti agli anni sessanta, si nota una ricca vegetazione visibile a occhio nudo dal centro dell'abitato. Oggi, il paesaggio è completamente cambiato, così come quello visibile dalla strada che sale dalla costa, dove anche le aree rimboschite sono state distrutte dagli incendi, anno dopo anno. Partendo da questi dati di fatto, la cui oggettività può essere messa in discussione solo da pazzi irresponsabili come Trump o Bolsonaro, non può destare meraviglia o indignazione il discorso duro, dai tratti apocalittici, tenuto da Greta Thunberg all'ONU. Questa ragazzina, oggetto di vergognose e stupide invettive da parte di individui indegni di vivere in mezzo alle persone normali, ha il merito indiscutibile di aver portato finalmente al centro del dibattito politico mondiale il tema della sopravvivenza della Terra. E, cosa ancora più importante, di avere stimolato milioni di ragazzi a interessarsi di una questione che riguarda soprattutto loro, il cui orizzonte non è limitato a qualche anno o decennio. "Ci avete rubato i sogni", ha detto davanti a coloro che hanno le leve e gli strumenti per agire, e che fino ad oggi non hanno agito. E davanti al presidente USA il quale, pur rappresentando lo Stato più di tutti gli altri responsabile dell'inquinamento e del conseguente riscaldamento globale, persevera in un atteggiamento negazionista incomprensibile e osteggiato persino in casa sua, in primis dalla California. D'altra parte, tuttavia, ogni abitante del pianeta ha il dovere morale di sentirsi chiamato in causa dal j'accuse di Greta. Ogni donna e ogni uomo devono assumere la consapevolezza di avere davanti, con l'indice puntato, non Greta, ma i propri figli e nipoti, i ragazzi e le ragazze che incontrano quotidianamente, ai quali hanno sottratto, per ingordigia o anche solo per apatia, la possibilità di pensare a un futuro come noi abbiamo avuto la fortuna di fare. Il tempo che rimane è poco, e forse siamo già nella fase discendente della parabola, siamo già al punto di non ritorno. Ciò però non ci esime da assumerci le nostre responsabilità.

Dal punto di vista politico e sociale, ma anche individuale. Bisogna dire basta ai governanti che agiscono come se le risorse fossero illimitate, come se il pianeta Terra fosse un pozzo senza fondo dal quale tirare acqua all'infinito. Basta a coloro i quali ritengono che il modello economico dominante, un liberismo privo di freni e, per questo, privo di etica, si possa ritenere l'unico possibile, quando invece ci sta portando a sbattere. Ma bisogna anche che ognuno faccia la propria parte, compiendo scelte ogni giorno, ogni minuto, ogni secondo, compatibili con uno stile di vita più sobrio, più attento a tutto ciò che ci circonda, appartenga esso alla razza umana, al regno animale, a quello vegetale. Nessuno è autorizzato a chiamarsi fuori. Ce lo chiedono le giovani generazioni, e noi dobbiamo comportarci di conseguenza per poter guardare negli occhi ogni ragazza e ogni ragazzo senza provare vergogna.

*Avvocato e scrittore