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5 stelle (cadenti)

movimento 5 stelle bandiera 600di Nino Mallamaci*-A novembre 2018 scrissi che i 5 stelle avrebbero avuto, alle elezioni europee, il 15 %. Ci sono andato vicino. Non lo ricordo per esaltare le mie doti di veggente, o per accreditarmi come esperto politologo. Lo faccio soltanto per mettere in evidenza che il trend calante del Movimento, rilevato anche dai sondaggi, non si sarebbe potuto fermare perché era determinato, in maniera lapalissiana, dal tradimento perpetrato ai danni del suo elettorato. Chi, in buona fede, aveva affidato le proprie speranze di cambiamento ai proclami dei grillini non avrebbe mai potuto accettare i voltafaccia sui temi ambientali, sulla promessa che nessuno avrebbe goduto dei privilegi da Prima Repubblica (vedi salvataggio di Salvini), o che per la Rai si sarebbe svoltato rispetto al passato tenendola lontana dalle grinfie dei partiti di governo. Così come quella parte consistente di elettorato 5 stelle orfano della sinistra non avrebbe potuto sopportare la politica sull'immigrazione, con la crudeltà del linguaggio seguita dalla crudeltà dell'azione, quella sulle armi facili per tutti, quella sulla legittima offesa. Il tracollo era quindi facilmente prevedibile, e a poco è valsa la riverniciatura degli ultimi tempi, un cambiamento di rotta posticcio degno del peggiore trasformismo, roba da far impallidire il ricordo di Fregoli o, per venire ai tempi nostri, di Arturo Brachetti. D'altra parte, non sembra che la musica sia cambiata dopo la batosta del 26 maggio. Il capo politico che ricorre alla famigerata piattaforma Rousseau, già multata dal Garante, non fa altro che proseguire imperturbabile nella presa in giro dei cittadini, ai quali vorrebbe far credere che con questo sistema il giudizio - di poche migliaia di adepti controllati - sul suo mandato possa essere espresso in maniera plausibile e oggettiva.

Nella vicenda del decreto Calabria, poi, si conferma l'ipocrisia e la doppia morale del Movimento. La nomina dei responsabili delle Aziende sanitarie, sottratta al governo democraticamente eletto dai cittadini calabresi con un colpo di mano incostituzionale - che conferma il nostro stato di colonia - cela la volontà di occupare anche questi spazi con soggetti che rispondano alle "esigenze" dei partiti di governo. E spunta dal cilindro, e non dall'apposito Albo nazionale, grazie ad una norma inserita a bella posta nel decreto, il nome di Gianluigi Scaffidi -consulente della deputata cinque stelle relatrice del provvedimento - vecchia conoscenza e longa manus del già presidente della Regione Scopelliti nella sanità, e prima ancora sostenitore dei vari governi regionali succedutisi nel corso degli anni. Sarebbe questo il cambiamento? Scegliere un personaggio in palese conflitto d'interessi e fuori Albo, e per di più immerso nella gestione della sanità calabrese da decenni?

Risulta quindi naturale e consequenziale, rispetto ai fatti e ai comportamenti assunti in un solo anno di governo del Paese, per non parlare delle fallimentari amministrazioni locali, il precipitare repentino del consenso al Movimento 5 stelle. E non ci sarebbe da stupirsi se, nonostante tutto ciò, Di Maio e i suoi, e il fantasma Conte, continuassero imperterriti a fare da stampella alla Lega, magari ingoiando altri rospi come la condanna di Rixi, la flat tax, il decreto (in)sicurezza 2, l'autonomia differenziata e chissà cos'altro, ciò dopo aver espresso posizioni di ferma intransigenza su tutti questi temi.

La verità è che i seguaci di Grillo, accettando di formare una maggioranza con la Lega, si sono infilati in un cul de sac dal quale difficilmente riusciranno a venir fuori. Attaccati alle poltrone peggio di coloro che hanno accusato per anni per lo stesso peccato, non tanto facilmente accetteranno di lasciarle. Come un'auto lanciata a folle velocità verso il burrone, indecisi fino all'ultimo momento tra il saltare dalla portiera o provare a frenare, i fautori del cambiamento a chiacchiere e del cambianiente nei fatti si ritroveranno a contorcersi tra fumo, fiamme e lamiere contorte. Speriamo solo che l'Italia non sia trascinata nella stessa sorte.

*Avvocato e scrittore