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“Noi stabiliamo chi deve murare i morti”: così i Rosmini si sono impadroniti del cimitero di Modena grazie al dirigente del Comune di Reggio Calabria

reggiocalabriacimiterodi Claudio Cordova - Il reuccio dei cimiteri, che ora gli inquirenti considerano un concorrente esterno della 'ndrangheta. Qualsiasi famiglia reggina si è dovuta incontrare o scontrare, negli anni, con il dirigente comunale Carmelo Manglaviti, che da moltissimi anni gestiva il settore cimiteriale per conto di Palazzo San Giorgio. Manglaviti è finito agli arresti domiciliari nell'ambito dell'inchiesta "Cemetery boss", condotta contro le cosche Rosmini e Zindato: tramite la sua figura di dominus incontrastato nel settore, la 'ndrangheta avrebbe avuto il monopolio nei lavori all'interno del cimitero del rione Modena.

Le conversazioni intercettate dalla Polizia di Stato permetterebbero di cristallizzare l'influenza della cosca Rosmini all'interno del cimitero di Modena. I protagonisti sono gli affiliati Salvatore Claudio Crisalli, Massimo Costante e Franco Giordano, che operano all'interno del plesso non solo nel settore delle tumulazioni ed estumulazioni delle salme ma anche in quello della edificazione e ristrutturazione di cappelle funerarie, tanto da essere interlocutori privilegiati anche per il dirigente comunale Manglaviti, responsabile del Servizio Cimiteri del Comune di Reggio Calabria, oltre che di altri dipendenti pubblici lì distaccati. Manglaviti, malgrado il suo ruolo apicale all' interno del cimitero - era (ed è ad oggi) il responsabile del Comune di Reggio Calabria presso il cimitero – opera in stretta collaborazione (anzi, subordinazione) con Giordano che, in realtà, non avrebbe alcun titolo per interloquire con il dirigente comunale. Manglaviti si atteggia più a dipendente di Giordano che a responsabile del cimitero di Modena per il Comune di Reggio Calabria. Addirittura i dipendenti comunali distaccati presso il cimitero fungono da segretari del duo Giordano/Crisalli. Dalle intercettazioni emerge come i dipendenti comunali si pongano in maniera supina rispetto al duo Crisalli/Giordano, con il secondo come vero dominus di tutte le operazioni.

Numerose le telefonate intercettate in cui persone comuni, che avevano appena perso un proprio caro, dovevano relazionarsi con gli uomini della cosca Rosmini: qualsiasi opera edile da compiersi all' interno del cimitero era appannaggio di Giordano e quindi dei Rosmini. E varie ditte dovevano soggiacere, come racconta anche il collaboratore di giustizia Stefano Liuzzo: "Franco Giordano aveva un rapporto stretto con Manglaviti. Il metodo vale anche per i cimiteri di Condera e di Arangea. Tante ditte hanno tentato di entrare al cimitero di Modena, ma difficilmente potevano farcela".

Insomma presso il cimitero di Modena si registra il predominio delle ditte riconducibili, di fatto, a Giordano e Crisalli e addirittura è quest'ultimo dettare i tempi di realizzazione di un'esumazione, il mancato adempimento di un'agenzia funebre agli ordini dei Rosmini aveva determinato un forte litigio con Crisalli. Da qui le giustificazioni del dipendente dell'agenzia funebre, il quale riteneva essere stato autorizzato da Giordano a rinviare i lavori all'indomani. In una conversazione intercettata, addirittura, Crisalli si spinge alla frase, eloquente: "Noi stabiliamo chi deve murare i morti". E, ancora: "Me ne fotto chi cazzo sei., all'Arangea puoi fare quello che vuoi, non a Modena! Sennò poi ha che fare pure con mio cognato ... e vediamo" riferendosi quindi allo spessore criminale di Giordano.

Il potere mafioso dei Rosmini viene esplicitato pena, in caso contrario, di conseguenze personali gravi sintetizzate dall' indagato Crisalli in generici "problemi che si creano". È proprio cosi che il sodalizio mafioso dimostra di essere dotato di una capacità di intimidazione autonoma, non correl ata all'esercizio di specifici atti di violenza o di minaccia. "se vogliono chiamare, perché gli devi dire che non è che mi chiamano in cinque secondi e vedi che corro là, che io me ne fotto di loro e della morta con tutto il rispetto...diglielo così proprio...che mi chiamano un 'ora prima, almeno per saperlo io, non per aspettare i suoi comodi..." dice ancora Crisalli. In una conversazione con Giordano, Crisalli gli riporta il commento fatto da una terza persona: "è da stamattina che mi gira la testa ...per comprare i mattoni, ve lo state riempendo il culo in questo cimitero! " / "ha detto! " / "gli ho dello io sì, gli ho detto io! ", ed Giordano sentenzia "lo sa che non ce n'è per nessuno!"