Cultura
 

Il romanzo di Olimpio Talarico, ambientato a Caccuri, proposto per il Premio Strega 2020

copertina talaricoIl nuovo romanzo di Olimpio Talarico "Cosa rimane dei nostri amori", edito da Aliberti, e' stato proposto da Ferruccio de Bortoli per concorrere all'edizione 2020 del Premio Strega. Calabrese, di Caccuri, Talarico dal 1994 vive a Bergamo, dove insegna materie letterarie. Ha pubblicato i romanzi "Il due di bastoni", selezionato tra i 19 finalisti del "Premio Tropea" e finalista del premio "Kriterion citta' di Avellino", e "L'assenza che volevo", oltre alla raccolta di racconti "Racconti fra Nord e Sud" (Rubbettino). E' tra gli organizzatori del Premio letterario Caccuri, di cui cura la sezione saggistica.
"Le province, i borghi nascosti e sconosciuti, i non-centri del nostro Paese - afferma de Bortoli - dove il tempo scorre in modo diverso e la vita sembra non accadere. Sono queste le nuove grandi protagoniste della narrativa italiana degli ultimi anni, luoghi in apparenza silenziosi ma dove il vissuto dei personaggi fa un rumore assordante". Il romanzo e' ambientato a Caccuri negli anni sessanta.

Una "storia meridionale" il cui protagonista è Caccuri, un borgo calabrese che è un piccolo scrigno di ricchezze contrastanti, di asprezze e dolcezze insieme. Con i suoi odori, i suoi sapori, i suoi colori. E naturalmente i suoi misteri.

«Ritornando a casa, mi venne in mente mio padre, lungo le strade e i posti che amava. L'odore di umidità e di finocchietto selvatico. Lo splendore soffuso del castello. Ecco la Caccuri a cui chiedevo conforto. Perché un paese, per quanto male potesse averti fatto, per quanto te ne fossi allontanato, era casa tua, il luogo della costruzione, degli affetti. Lo era stato, tanti anni fa, e continuava a esserlo ancora».

Il 19 marzo 1964 nel borgo calabrese di Caccuri si festeggia San Giuseppe. Mentre Jacopo Jaconis, musicista e autore di colonne sonore, è a pranzo con la famiglia, un ragazzo, Saverio Marrapodi, viene trovato sgozzato in campagna a pochi chilometri dal paese. In un'abitazione lì vicino c'è anche il corpo senza vita di una vecchia e strana zitella, Ermelinda Guzzo, colpita a morte da un unico colpo di arma da fuoco. Mentre del corpo della fidanzata di Saverio, Silvia Spadafora, non si saprà nulla per molti anni. Il prete di Caccuri, don Marcello Poli, accusa degli omicidi il padre di Jacopo, ex preside del paese e amante della letteratura, una passione quasi maniacale trasmessa ai figli. Jacopo sarà così coinvolto suo malgrado in una lunghissima indagine per scagionare il padre dalle accuse, avendo come unico alleato il maresciallo Nisticò, anch'egli convinto dell'estraneità di Amilcare Jaconis. Sarà per il protagonista uno svelamento lento ma doloroso, che avverrà attraverso confessioni, indizi e tracce lasciati fra i libri, sullo sfondo di un paese che è sempre protagonista, silenzioso e ingombrante.