Cultura
 

Al Salone del libro di Torino brillante esordio del bagnarese Vincenzo Scordo con l'opera "Nell'universo di un numero primo"

GreenEyedVincentPresentato lo scorso 12 maggio presso lo Stand Editori Piemonte, padiglione 3, del Salone Internazionale del Libro di Torino il libro "Nell'universo di un numero primo", opera prima di Vincenzo Scordo, in arte Green Eyed Vincent. Scordo nato a Reggio Calabria e cresciuto a Bagnara Calabra, vive attualmente a Torino. Nel suo mondo ingegneristico non si accontenta della convivenza con equazioni e numeri; "Scrivere – dice – è diventata una mia necessità quotidiana, così come carezzare le corde di una chitarra mancina". Svariate volte è salito sul podio di competizioni poetiche a livello nazionale e recentemente è stato uno dei cinque membri di giura al concorso poetico "Téchne e Poësis", in ambito prettamente tecnico-scientifico, presso il Politecnico di Torino.
Assieme all'autore, è stata presente come relatrice la poetessa Laura Trabuio.

"Siamo dei numeri sparsi tra le vie di una città - esordisce l'autore - con una dimensione interiore rappresentata da un universo, meraviglioso e complesso, contrassegnato da una regione oscura che non è mostrata a tutti. Ogni numero è unico, originale, irripetibile e, anche se ha una storia diversa, una cultura diversa, interagisce con tutti gli altri simili nell'equazione della vita." È tale consapevolezza a dare il titolo all'opera che intreccia trame matematiche e letterarie, inglobando temi antichi e nuovi, tra passioni umane e visioni di carattere civile. In un primo tempo, Green Eyed Vincent ha descritto la struttura dell'opera a livello macroscopico, entrando poi nel dettaglio delle singole sezioni. "Vi sono cinque sezioni – prosegue l'autore - ognuna collegata alla sua adiacente mediante un filo nascosto, la cui percezione e conseguente interpretazione sono lasciate al lettore. Ogni sezione contiene una quantità di poesie pari a un numero primo, così come crescono i numeri primi nell'intervallo numerico considerato. La somma delle poesie contenute nel libro è pari a ottantatré, anch'esso numero primo." È stato sottolineato come in alcuni testi venga creato "un ponte tra la scienza e la poesia", come appunto lo descrive Scordo: "ho disposto il calcestruzzo delle parole e l'acciaio dei significati con opportuni criteri, seguendo una logica ben precisa, intrisa della mia libertà di pensiero".

Durante la presentazione sono state declamate alcune poesie contenute nell'opera, fra cui "Torino Notturna" in omaggio al capoluogo torinese e la poesia d'amore "Sen2(α) + Cos2(α) = 1", equazione fondamentale della trigonometria, declamate entrambe da Laura Trabuio. Fra le altre quattro sezioni ("Seguendo la mia stella", "Scatti da una nuvola bianca", "Quark d'amore", "Disinstallazione di un volto"), Green Eyed Vincent ha sottolineato la quinta ed ultima, "Al funerale del mio paese", definendola come "un atto d'amore per la mia terra (Bagnara), avvolto da un velo di realistica tristezza: un drappo nero che oscura il futuro dei giovani e amplifica il degrado, soprattutto umano." Scordo ha spiegato l'essenza della sezione e la dinamica con cui essa si muove: una passeggiata tra le vie del paese dove l'autore – definito dalla relatrice come una sorta di Virgilio – descrive quanto vede nel compiere i suoi passi che, allo stesso tempo, potrebbero essere tracciati da un potenziale turista. "Le poesie – continua Scordo – spesso sono un racconto autobiografico delle persone o delle opere pubbliche che incontro nel mio cammino." È il caso della Ex Villa De Leo di Pellegrina, che in prima persona dice: "Io sono morta. In vita fui una Villa. Sono morta nel 1985. Eppure ancora scrivo." Il titolo della poesia è "Seconda morte di una ex Villa", declamata dall'autore stesso che considera l'immobile come "la metafora di questa società figlia dell'interesse". Green Eyed Vincent dopo aver descritto la correlazione tra Torino e la Villa (il volto della struttura in liberty richiama il capoluogo piemontese grazie al suo progettista, Eugenio Mollino) narra la prima morte dovuta all'incendio del 1985 e i trent'anni di indifferenza nei riguardi dell'immobile, per poi concludere con la seconda morte odierna: lo stato d'incompiuta dei lavori di ristrutturazione con a monte una somma ingente di denaro pubblico e la mancanza di una destinazione del bene.

"Una denuncia attraverso i versi che riesce a portare all'attenzione della gente queste problematiche" dichiara la relatrice Laura Trabuio; "Quello che mi è piaciuto molto di Vincenzo e del suo libro - prosegue - è il fatto che lui è riuscito ad andare oltre sé stesso, a guardare oltre i propri confini, e a parlarci di un
qualcosa di diverso." Una denuncia in versi, una sorta di sguardo amaro sulla cittadina natale di Scordo che soprattutto grazie alla distanza riesce a vedere chiaramente le possibilità inespresse di una terra meravigliosa e dannata. Il Prof. Bernardo De Muro, nel corso della presentazione della sua opera "Genova. Cantico per un ponte" al Salone Internazionale del libro di Torino, ha declamato la poesia "Al di là del ponte" contenuta all'interno dell'opera "Nell'universo di un numero primo" e dedicata da Vincenzo Scordo a Genova e a tutte le vittime del crollo del ponte Morandi. Il libro si chiude con il testo de "Le vie dell'infanzia", canzone scritta dall'artista bagnarese ed inserita nella raccolta per due semplici motivi: "il primo risiede nel contesto, poiché essa è legata all'ambiente descrittivo e intrinseco del libro, il secondo - prosegue Scordo - consiste nella correlazione fra canzone e poesia, di cui apprezzo il connubio." Il brano sarà pubblicato nei prossimi giorni; intanto Green Eyed Vincent proseguirà con le presentazioni del libro, tra le quali, la più attesa, si terrà presso "Il Circolo dei Lettori" di Torino nel mese di giugno.