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Reggina: tra moglie e marito, non mettere il dito...

reggina-calciologoTra moglie e marito, non mettere il dito. Lo "scambio" di comunicati tra Reggina ed amministrazione comunale è forse servito a far emergere una situazione di misunderstanding, che sicuramente non verrà portata avanti. Non c'è infatti interesse da parte di nessuno nel creare ostacoli, o nell'alimentare sterili polemiche. Figure adulte sapranno attuare un percorso comune, per il bene della Reggina e di Reggio Calabria.

Non è dato sapere se esiste chi abbia bisbigliato nell'orecchio a una delle due parti, per alimentare a scoppio ritardato discorsi su situazioni pregresse o su rose mai sbocciate. Però ce lo possiamo immaginare. C'è chi avrebbe probabilmente proseguito il proprio percorso nei panni di dirigente, se nell'inverno scorso il calcio a Reggio fosse finito in altre mani.

Con l'avvento di Luca Gallo, non è stato così. Per svariati motivi.

Tra chi ha bussato a denari, con tanto di pignoramento sul conto corrente in Lega di circa 50 mila euro (su una pendenza di circa la metà, come per legge), c'è anche l'ex club manager Giusva Branca. L'attuale proprietà ne ha infine riconosciute 27 mila. Per carità, non si discute sul diritto a ricevere quanto pattuito su un contratto. Poi la misura e la maniera in cui abbia contribuito alle sorti della rinata Reggina tra gennaio e giugno, possono saperle solo le parti. Così come non sarebbe giusto rinfacciare le pregresse lagnanze, quando a muovere decreto ingiuntivo erano altri.

La coincidenza però vuole che i discorsi sulla trattativa per consegnare la squadra alla famiglia Moratti, con tanto di pieno coinvolgimento del primo cittadino, li abbia tirati fuori proprio Branca per primo. A pensar male si fa peccato. Anche perché non sarebbe la prima volta in cui ci si sforza di trovare argomenti e di unire i puntini, pur di seminare zizzania pro domo sua.

Un anno fa di questi tempi si ignorava la trave rappresentata da debiti sparsi ovunque con emorragia in costante aumento, nonché il rischio di veder scomparire squadra e titolo sportivo dopo aver già vomitato sterco su identità e storia per le quali ci si gonfiava il petto fino al 2017. Adesso si guarda la pagliuzza dello stop al dialogo con il Credito Sportivo, come se ciò rappresentasse un passo indietro rispetto alle intenzioni sullo stadio. Peccato che nel frattempo la situazione sportiva ed economica del club sia stata ribaltata.

Chi è venuto a Reggio risollevando le sorti calcistiche a suon di milioni, ha il diritto di scegliersi chi può rimanere sulla barca a vario titolo (vogatore, mozzo, etc) e di far scendere chi, nella migliore delle ipotesi, rimane fermo a prua per guardare l'orizzonte. Se invece si producono falle, e purtroppo i recenti esempi di Reggina e Viola sono lì, il discorso nemmeno si pone. Stavolta non terrà alcun giochetto mediatico, teso a trovare il difetto alla prima occasione.

Con la Reggina prima in classifica ed imbattuta in campionato, la polemica extratecnica ha movimentato la settimana. Eventuali malintesi sono o saranno chiariti. Da sabato si torna in campo, quello sarà l'unico pensiero. Anzi, il primo cittadino ce lo aspettiamo sugli spalti a gioire per la sua squadra. Chi ha avuto l'opportunità di cimentarsi nella stanza dei bottoni amaranto, se l'è giocata a modo suo. I treni passano, alcuni anche più di una volta. Meglio preoccuparsi che il proprio arrivi a destinazione, piuttosto che provare a far deragliare quelli altrui.