Artigianato, CdA Ebac: “Occorre netta inversione di tendenza, garantire tutela diritti dei lavoratori”

Si è riunito oggi presso la sede dell'EBAC, Ente Bilaterale Artigianato Calabria, il Consiglio di Amministrazione, partecipato dai referenti Confartigianato, CNA, Casartigiani e Cgil, CISL, UIL.
Nel corso del CdA, le parti hanno inteso implementare nuove politiche di sviluppo e promozione della bilateralità a supporto di imprese e lavoratori del comparto, potenziando gli sportelli territoriali esistenti su tutto il territorio regionale. In tal direzione, va anche la rimodulazione del nuovo regolamento relativo alle prestazioni economiche previste per aziende e lavoratori, di particolare interesse la nuova prestazione relativa al contributo per l'iscrizione al SANARTI, (fondo di assistenza sanitaria integrativa per i lavoratori dell'artigianato).
Nel corso degli anni, l'Ente Bilaterale dell'Artigianato, ha rappresentato – è scritto in un comunicato stampa - un importante strumento per le imprese in difficoltà, offrendo ai lavoratori dipendenti, importanti ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro, un ruolo sempre più rilevante quindi, attribuito dal legislatore, non più, come semplice strumento complementare rispetto alle discipline precedenti.

"A riprova di ciò - afferma il Presidente Giovanni Aricò - con la circolare n. 7 del 06 maggio 2019, l'Ispettorato Nazionale del Lavoro rafforza l'importanza degli strumenti di welfare contrattuale, affermando che solo le imprese in regola con lo stesso, possono beneficiare di sgravi contributivi e altre agevolazioni fiscali. In tal senso - continua il Presidente Aricò - si stanno già ottenendo i primi risultati, infatti l'Ufficio ispettivo INPS di Firenze, nelle scorse settimane ha contestato ad alcune aziende, la mancata adesione alla bilateralità artigiana privando così i dipendenti di un diritto al welfare contrattuale, riconosciuto dal legislatore".

"Occorre una netta inversione di tendenza soprattutto nel Mezzogiorno e in particolar modo in Calabria", afferma Michele Gigliotti, vicepresidente EBAC, secondo il quale "la tutela dei diritti dei lavoratori va garantita maggiormente in contesti poveri e precari, dove si ravvisa la necessità di maggiori presenze in termini strumenti e risorse umane dedicate alla prevenzione e al controllo".
"E' controproducente - prosegue Gigliotti una mera politica sanzionatoria e repressiva, ma è necessaria una maggiore divulgazione dei diritti contrattuali nel senso più ampio, anche al fine di accrescere la qualità di vita dei lavoratori e del loro nucleo familiare".
In conclusione, i referenti hanno programmato per il 25 ottobre, un convegno di valenza nazionale per affrontare le suddette tematiche coinvolgendo attori istituzionali Nazionali e regionali.