L'allarme del Codacons: "App che invecchiano regalano nostri dati"

faceappmania"FaceApp oramai è la mania dell'estate. Per rendercene conto basta aprire i social più diffusi, Facebook e Instagram, per trovare subito innumerevoli foto di come saremo da vecchi".
Il Codacons ritiene che intorno a questo, apparentemente innocuo, tormentone estivo si possa nascondere un traffico, potenzialmente pericoloso, di dati sensibili.

"L'applicazione del momento non è un'appendice di Facebook, come il nome lascerebbe supporre, ma è di proprietà di un'azienda con sede a San Pietroburgo in Russia.
Esaminando il documento relativo al trattamento dei dati - sostiene Francesco Di Lieto, vicepresidente nazionale del Codacons - sorgono seri dubbi sul trattamento dei dati e sulla riservatezza".

"Si tratta di un documento che, purtroppo, gli utenti non leggono, smaniosi di vedere subito la loro immagine trasformata.
La società, infatti, ci chiede di autorizzare a "condividere i contenuti e le informazioni degli utenti con le aziende che fanno parte del gruppo di società di FaceApp".
Praticamente - secondo il Codacons - stiamo regalando a questa società Russa milioni di dati personali, che poi verranno subito messi sul mercato.
Ma chi potrebbe essere interessato ad acquistare le nostre foto ?
Il pericolo è che stiamo regalando - prosegue Di Lieto - le nostre impronte digitali e le immagini per il riconoscimento facciale, dati tramite i quali veniamo identificati e che, con le più moderne tecnologie, possiamo disporre anche pagamenti.
Per questi motivi iI Codacons invita alla cautela gli utenti dei social e sta valutando di presentare un esposto alle Procure della Repubblica di tutta Italia e al Garante per la privacy affinché intervengano su questa vicenda che mette a rischio la sicurezza di milioni di cittadini italiani".