Ferrovie della Calabria, sindacati: "Amministratore unico dialoga con tutti, meno che con i rappresentanti dei lavoratori"

"Apprendiamo dalla stampa che l'amministratore unico di Ferrovie della Calabria, dialoga con tutti ma non con i sindacati di categoria. Eppure, l'informativa dettagliata da questi fatta all'On. Guccione presupporrebbe che ci fosse in seno all'azienda un dialogo stretto e costante con i rappresentanti dei lavoratori, per il semplice fatto che quest'ultimi SONO Ferrovie della Calabria e gli stessi subirebbero in modo penalizzante, insieme alla popolazione calabrese, gli effetti dello scenario nefasto prospettato all'On. Guccione". E' quanto si legge in una nota congiunta delle Segreterie Regionali di: FILT CGIL - FIT CISL – UILT – UGL FNA – FAISA CISAL – USB LP – SLM FAST CONFSAL - CONFAIL.

"Tutto ciò a causa delle norme sulla spending review regionale, delle delibere di giunta regionale che obbligherebbero all'alienazione delle quote societarie di FdC detenute nel Consorzio Cometra e che di fatto si tradurrebbero nell'annullamento della presenza di Ferrovie della Calabria nel panorama del trasporto pubblico su gomma calabrese.
Uno scenario questo che farebbe saltare dalla sedia chiunque abbia a cuore il servizio di trasporto pubblico locale calabrese, ma evidentemente non per l'Amministratore unico dott. Paolo Marino. Egli, nonostante i diversi tentativi del sindacato tutto di aprire un dialogo con lui dopo il pensionamento improvviso dell'ex Direttore Generale, continua a rimanere arroccato lontano dalla sede legale di Ferrovie della Calabria.
Il fatto drammatico per i dipendenti di Ferrovie della Calabria, nonché per la Calabria e i calabresi tutti, è che detto amministratore (in carica da circa un anno e mezzo), vada solo adesso incontrando nei giorni festivi i politici calabresi per dire in giro che questo è un momento particolarmente serio per la società, ma non senta il bisogno di risiedere stabilmente alla guida di Ferrovie della Calabria, dove si presenta, quando va bene, una volta a settimana.
Non è lontano il 2011 quando la politica regionale attentò alla più grande azienda calabrese costringendo nel 2012 l'allora tecnico e presidente del consiglio Monti a imporre alla Regione stessa di acquisire le quote societarie con l'impegno di consentirle di liquidare i debiti che aveva con la società Ferrovie della Calabria, tramite i fondi FAS con l'aggiunta di una regalia di 20 mln di euro per la ricapitalizzazione che ovviamente però non ne sanavano completamente le deficienze finanziarie tanto da costringere i lavoratori e le lavoratrici ad enormi sacrifici e decurtazione dei salari.
Oggi invece si attenta alla società utilizzando norme di spendig review regionali, tra l'altro marcatamente non riferibili a questa storica ed importante società di trasporto pubblico locale Calabrese, anche taroccando delibere regionali attraverso le famose "manine" che, agendo anche in Calabria, trasformano le "razionalizzazioni" in "alienazioni".
Una cosa è certa, ancora una volta i lavoratori e le lavoratrici di Ferrovie della Calabria non resteranno a guardare e sapranno a chi dare la colpa".